Star Wars: Ascesa e caduta

Premessa 1: Nel mio cuore tutti i film di Star Wars hanno il massimo dei voti. Sì, anche l’Attacco dei Cloni.

Premessa 2: Questo è un commento a caldo di Episodio IX – L’Ascesa di Skywalker, scritto nella notte del 19/12/2019 dopo due visioni del film. L’ho visto al primo spettacolo pomeridiano (16:30) e all’ultimo serale (22:30) del 18/12/2019 al cinema Isola Verde di Pisa.

Premessa 3: Ovviamente senza spoiler. O almeno ci provo.

Alfa e Omega

La contraddizione della Trilogia Sequel sta tutta nella sua duplice natura: è un nuovo inizio per Star Wars e, al contempo, è la conclusione di una storia iniziata nel 1977. Quale delle due cose? Entrambe?

Quando uscì al cinema Il Risveglio della Forza, mi ero prefigurato una nuova saga simile alle precedenti ma slegata in termini di storia (per capirci: sì i jedi, ma non i sith, la profezia si è avverata, andiamo avanti), una serie di film pensati per i nuovi fan, quei bambini che cresceranno col ricordo del loro primo Star Wars visto al cinema. In quest’ottica, era sensato che Il Risveglio della Forza fosse un remake/reboot di Episodio IV e che fosse diretto da un regista come J.J. Abrams.

Parentesi, giusto per chiarire la mia posizione: il mio primo Star Wars al cinema fu proprio L’Attacco dei Cloni. Avevo 10 anni e per una settimana comunicai solo in geonosiano stretto. Ma andiamo avanti.

Gli Ultimi Jedi, pur con i suoi ovvi difetti, continuava lungo questa strada, con maggiore decisione. Il film provava a fare qualcosa di nuovo e sembrava destinato ad essere il punto di inizio (quello vero) di una storia nuova, diversa, coraggiosa.

Poi è arrivato Episodio IX e, dopo le ire dei fan indignati da Episodio VIII e il licenziamento di Colin Trevorrow , è tornato J.J. Abrams che, per un anno intero, ci ha indotti a credere che questo film “avrebbe chiuso degnamente la saga degli Skywalker”.

Fidatevi, era tutto previsto, ci hanno detto, è sempre stata questa la storia che volevamo raccontare.

Era una bugia, ma abbiamo fatto finta di crederci.

L’Ascesa di Skywalker si proponeva quindi l’ambizioso obiettivo di essere al contempo la conclusione della trilogia sequel e dell’intera saga di Star Wars. Doveva riportare l’equilibrio tra gli episodi precedenti e ricollegarsi non solo alla trilogia classica ma anche ai prequel.

Mi sento di dire che la cosa non gli riesce benissimo, ma forse le mie aspettative erano troppo alte. Questo non significa che L’Ascesa di Skywalker sia un film pessimo e che la mia infanzia è stata rovinata, con Star Wars per me è quasi impossibile rimanerci male e, per principio, non faccio mai polemiche sterili. Il film, tuttavia, mi ha un po’ deluso. Questo non vuol dire che non mi sia divertito e, come direbbe l’Uomo Fumetto, “lo vedrò solo altre tre volte … oggi.”

L’Ascesa di Skywalker

J.J. Abrams sembra dare ai fan quello che pensavano di volere. Ma forse ci meritavamo qualcosa di diverso. Potrei fare un elenco dettagliato di cosa viene restituito al fandom ma per non incappare in spoiler più o meno voluti mi soffermo su un’unica cosa.

L’Ascesa di Skywalker ignora e sovrascrive Gli Ultimi Jedi.

Kylo Ren che (è nei trailer, non è spoiler) ripara l’elmo usando la colla rossa (kintsugi, antica arte sith) è un chiaro ed evidente dito medio rivolto a Rian Johnson.

Seconda parentesi, perché abbiate tutti i gli elementi per giudicare chi scrive: a me Gli Ultimi Jedi era piaciuto, più del Risveglio della Forza. Mi era piaciuta la direzione che stava prendendo la saga e condividevo la riflessione di Rian Johnson sul senso dell’eredità dei jedi, sulla natura della Forza e dell’eroismo (che poi non gli sia riuscito benissimo tradurre queste idee in un film coerente è un altro discorso, parliamone).

L’Ascesa di Skywalker ha i pregi e i difetti di un film d’avventura classico (a là Star Wars, se vogliamo).

C’è tanta azione, l’umorismo è al posto giusto (finalmente! niente momenti cringe), i personaggi ci stanno a cuore e hanno tutti (o quasi) un arco narrativo definito. È però anche un film di pura trama, una frenetica caccia al tesoro che porta i nostri eroi di pianeta in pianeta in attesa dell’esplosivo terzo atto. Ci sono un paio di sequenze molto belle (quella d’apertura ad esempio, prima che inizino a parlare) e tante altre, purtroppo, prevedibili (se avete visto e analizzato i trailer potete ricostruire il film dopo un’oretta) con poca risonanza emotiva.

Un aneddoto per spiegare cosa ho provato in sala: la tipa che era seduta accanto a me al cinema alla fine del film piangeva (lacrime di commozione, spero) mentre io invece no. Anche nelle scene ad alto tasso emotivo non mi sono sentito molto coinvolto. Ok, il cuoricino nerd ha fatto qualche sussulto ma non così tanti … cioè, io quando ho visto Luke svanire di fronte al miraggio dei soli gemelli mi sono emozionato. Con L’Ascesa di Skywalker non è successo. Che poi mi abbia intrattenuto per due ore e che sia rimasto sbalordito dal livello degli effetti speciali è un altro discorso, lì è un mix di cuore e pancia, ma soprattutto pancia.

Cosa intendo con cuore? Ogni volta che vedo Luke gettare la spada e dire “sono uno jedi come mio padre prima di me” io piango. Ogni. Singola. Volta.

Star Wars

Infine, ho notato una certa tendenza all’esagerazione al limite del cattivo gusto. Troppe astronavi, troppe esplosioni, troppo di tutto, è puro cinema d’intrattenimento che si sforza ma proprio non ci riesce a veicolare quel sentimento di epicità che mi sarei aspettato da un finale di saga.

L‘Ascesa di Skywalker, come ogni singolo stramaledetto film di Star Wars, dividerà i fan. Io stesso mi sento diviso, spaccato a metà, dilaniato. C’è una parte di me che si aspettava di più (ho passato due anni a fare teorie e a discutere di questo film, e le risposte che ci ha dato J.J. Abrams sono francamente deludenti) mentre l’altra parte temeva un film molto più brutto e quindi va bene così.

Ne riparleremo quando uscirà Episodio X e tutti diranno “dopo quel capolavoro dell’Ascesa di Skywalker, di questo film proprio non si sentiva il bisogno”.

Star Wars

Pensieri in libertà

a) Il crawl iniziale è uno dei più brutti dell’intera saga. Sembra scritto da un bambino di 5 anni. “Dopo aver letto la prima riga volevo alzarmi e uscire dal cinema, mi son detto: Star Wars è morto” mi ha scritto un caro amico (a cui il film, alla fin fine, non è dispiaciuto, nel senso che la pensa come me).

b) J.J. Abrams è un regista e uno scrittore paraculo e sceglierà sempre la risposta più facile per risolvere un problema narrativo, al limite del lazy writing. “Troppe citazioni”, aggiunge un mio amico che, vero eroe, ha fatto la fila per un’ora e mezzo davanti al cinema chiuso per appropriarsi di un biglietto, “Troppe, troppo evidenti e fan service”. Sono abbastanza d’accordo. Aspettatevi sequenze copiate-incollate dal Ritorno dello Jedi.

c) Leia è stata gestita bene, vista la situazione (Carrie mi manchi).

Star Wars

d) C’è una cosa (bella grossa) che vi farà o molto ridere o molto incazzare o entrambe le cose. Che sia monito ai fan: be careful what you wish for.

e) Rose Tico meritava di meglio.

f) Kylo Ren continua ad essere il mio personaggio preferito della nuova saga (ho perso ogni credibilità agli occhi di quanti lettori?) e il naso di Adam Driver in questo film è più espressivo di Hayden Christensen.

g) C-3PO in formissima. Si riprende la scena dopo anni a fare da fondale. L’ultima volta che l’avevamo visto in azione era stato ai tempi dell’Attacco dei Cloni … chi non ricorda con malcelato orrore la scena in cui la sua testa viene trapiantata sul corpo di un droide da combattimento?

h) Non ci sono scene orripilanti come Leia Mary Poppins e Luke che munge la vacca spaziale.

Star Wars

Potrei andare avanti per ore ma dalla regia Vi mi dice di smetterla e quindi ciao.
Che la Forza sia con voi.
E con il suo spirito.
Amen.


Star Wars L'ascesa di Skywalker

Titolo: Star Wars: Episodio IX – L’Ascesa di Skywalker

Anno: 2019

Durata: 141 minuti

Regista: J.J. Abrams

Cast: Daisy Ridley, Adam Driver, John Boyega, Oscar Isaac, Anthony Daniels, Carrie Fisher, Mark Hamill, Naomi Ackie, Domhnall Gleeson, Richard E. Grant, Lupita Nyong’o, Keri Russell, Joonas Suotamo, Kelly Marie Tran, Ian McDiarmind, Billy Dee Williams

Sulla scrivania ho un cervo di ceramica rosa comprato all’Ikea. Si chiama Reinbeer. Quando vado fuori a cena con gli amici ordino il veggie burger. Quindi mi lasciano a casa a guardare le serie su Netflix. Non dirò mai di no a una maratona di Star Wars. Il mio animale spirituale è il criceto spaziale gigante miniaturizzato e sono un Dottore. In filosofia.

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