Il destino di un Witcher

Calcolo della nerdità in corso

Ho giocato al primo The Witcher: +1

Non ho giocato a The Witcher 2 e The Witcher 3: -2

Non ho letto i libri di Andrzej Sapkowski (e non so pronunciare il suo nome): -8

Parto quindi con un malus di -9 punti nerd: sono un (quasi) perfetto spettatore neutro che, una volta tanto, può guardarsi una serie senza il mix di paura e speranza che l’hype da adattamento porta con sé.

Un “vero fan” avrebbe usato tutto l’articolo per lamentarsi di questa cosa qua

Prima di iniziare a parlare di The Witcher, permettetemi di rispondere ad una domanda che “la critica” si pone ogni volta che spunta fuori una nuova serie fantasy: non sarà forse l’erede di Game of Thrones?. CHI SE NE FREGA. Liberi da questo peso, possiamo proseguire.

The Witcher racconta tre storie, ambientate in un tipico mondo fantasy/medievale: abbiamo Geralt di Rivia, un witcher e cacciatore di mostri, Ciri, principessa in fuga alla ricerca proprio del witcher, e Yennefer, ragazza deforme appena iscritta alla scuola di magia e stregoneria di Aretuza.

Sebbene sia Geralt il protagonista della serie, è chiaro che l’attenzione della showrunner Lauren Schmidt Hissrich è quasi tutta rivolta verso le storyline delle due fanciulle. Sono proprio le loro vicende a sostenere la trama orizzontale, mentre Geralt è, soprattutto all’inizio, bloccato nella sua routine di cacciatore di mostri. In questo senso, la serie mi ha ricordato Mad Max: Fury Road, dove l’eroe maschile è messo a servizio di una storia più grande in cui si parla di femminismo e questioni di genere. Una scelta che ho apprezzato molto.

the Witcher

Avventure porzione singola

Ogni episodio di The Witcher racconta un’avventura di Geralt che inizia e finisce nell’arco di 55 minuti. Geralt deve uccidere un mostro, non vuole farsi coinvolgere in situazioni che non lo riguardano, ovviamente si fa coinvolgere, seguono botte, poi la ricompensa, e via verso la prossima quest.

Io, nell’era del binge watching, faccio fatica ad entrare in una serie del genere e mi son chiesto: senza la promessa di una “storia più grande” a venire, avrei avuto voglia di guardarmi tutti gli episodi uno dietro l’altro? Io amo le serie che le guardi e sei lì con i personaggi, appiccicato allo schermo, nel cuore dell’azione. Guardando The Witcher mi sono sentito due passi indietro rispetto a Geralt e Yennefer. Seguivo la loro storia dall’alto, a distanza di sicurezza.

Qui i “veri fan” potrebbero intervenire e difendere la struttura della serie argomentando che ogni episodio è ispirato ad un racconto di Sapkowski e che quei racconti erano proprio storie d’avventura non per forza legate strettamente l’una a l’altra se non per il protagonista. «In questo senso The Witcher potrebbe essere un adattamento fedele» , mi ha detto un amico, che comunque non ha alcuna intenzione di guardare la serie perché è uno di quelli che “l’originale è sempre meglio e Netflix mi rovina la fantasia”. Esistono anche persone del genere, ma gli vogliamo bene lo stesso.

Non l’ho scritto prima, lo dico ora: la serie adatta i libri, non i videogame e sì, Jaskier è Dandelion

«Ma quindi, The Witcher, merita? È un capolavoro come dicono i fan? O è pessima come sostengono i critici?»

Secondo me non è una serie brutta, la sufficienza piena la porta a casa, ma bisogna fare i conti con una prima stagione di prova, set-up e prologo di una storia più grande, ancora al di là da venire (non a caso, i “veri” titoli di testa della serie li vediamo solo nell’ultima puntata). Fortunatamente per tutti noi, Netflix ha rinnovato la serie per una seconda stagione. Ci risentiamo quindi tra un annetto per nuovi bilanci, nella speranza che il potenziale inespresso di questi primi episodi possa rivelarsi in tutta la sua gloria nelle puntate a venire.

The Witcher è un prodotto degno, un fantasy duro e puro ma non esplosivo come speravo. C’è anche da dire che raramente le serie Netflix partono a bomba. E quindi per me la serie fantasy dell’anno rimane quella coi pupazzi, non me ne vogliano i/le fan della manzità di Henry Cavill (che, sorprendentemente, funziona bene nel ruolo di Geralt).

The Witcher saprà intrattenervi a dovere con la sua dose di mostriciattoli e magie, con i suoi costumi che sembrano usciti da Xena o Hercules e gli effetti speciali discutibili e magari vi farà anche venire voglia di esplorare per conto vostro il mondo nato dalla fantasia di Sapkowski e sviluppato dalla CD Projekt RED. Io, ad esempio, ho già comprato il primo libro e sto studiando il calendario alla ricerca del momento adatto per reinstallare The Witcher. Estate 2020, forse, coi saldi di Steam…

the Witcher

PS: Comunque no, The Witcher non è l’erede di Game of Thrones.

PPS: Tutte le chiacchiere di Geralt e Ciri sul destino mi hanno ricordato The Tick e la sua ingiusta cancellazione. Ora sono triste.


The Witcher

The Witcher
Genere: Fantasy
Piattaforma: Netflix
Episodi: 8
Cast: Henry Cavill, Anya Chalotra, Freya Allan, Joey Batey, MyAnna Buring, Royce Pierreson, Eamon Farren, Mimi Ndiweni, Wilson Radjou-Pujalte, Anna Shaffer, Mahesh Jadu
Voto: 6.5

Sulla scrivania ho un cervo di ceramica rosa comprato all’Ikea. Si chiama Reinbeer. Quando vado fuori a cena con gli amici ordino il veggie burger. Quindi mi lasciano a casa a guardare le serie su Netflix. Non dirò mai di no a una maratona di Star Wars. Il mio animale spirituale è il criceto spaziale gigante miniaturizzato e sono un Dottore. In filosofia.

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