Je (ne) suis (pas) Bojack Horseman

Avevo pensato di usare come titolo: Je suis Bojack Horseman. Poi, come spesso succede, ho capito che era una cazzata.

La vera verità è che sono stata Todd ogni volta che ho avuto un’idea senza senso,
sono stata Princess Carolyn nella dedizione ad amori a senso unico,
sono stata Diane quando dovevo scrivere.

Non sono stata mai Mr. Peanutbutter.

Sono una ragazza sfortunata ma a tutto c’è un limite.

Bridget Jones

Mi ero promessa di non fare spoiler, perché li odio e non se li merita nessuno. Premiate l’impegno e nel caso siate clementi.

In Bojack la trama non è tutto: non ci sono grandi svolte o colpi di scena. Quello che ti tiene lì è l’umanità di Bojack e i dialoghi con i quali viene raccontata.

Bojack-Horseman

Io non vivo in America, non sono mai stata a Hollywood, non sono una star degli anni Novanta (per i Duemila ci stiamo lavorando) e no, non sono un cavallo.

Quindi la domanda è: come si colma tutta questa distanza?

La si colma con i sentimenti orizzontali, quelle cose che abbiamo provato tutti.
Con i momenti di sconforto di Bojack al bancone, quando tira le fila di tutte le cazzate che ha fatto e che continuerà a fare nella smodata ricerca di una felicità inseguita per sei bellissime stagioni.
Con le telefonate infinite di Princess Carolyn, quando cerca di tamponare le mille voragini aperte delle persone che ama.
Con la dolcezza di Todd, orfano di casa e abitatore di divani e vite altrui.

Bojack-Horseman

Parlare di Bojack Horseman è come parlare d’amore: tutti ne hanno già scritto qualcosa e probabilmente l’hanno fatto meglio di te.

Ho speso tanto tempo a leggere qualsiasi articolo su Bojack Horseman, qualsiasi davvero.

Due in particolare mi hanno colpito: il primo era un’intervista all’autore Raphael Bob-Waksberg, che sottolineava l’importanza di non prendere il suo personaggio a modello. E ho pensato “WTF, davvero? ” – poi mi sono ricordata che siamo nell’epoca del terrapiattismo e ho pensato che ok, ci sta.

Ma quindi cos’è quel sentimento che proviamo per Bojack? Se l’empatia comporta il rischio di imitazione, parlare di pena mi sembra riduttivo e fuorviante.

Bojack è una star in decadenza che vive di un passato che è esaurito ma che allo stesso tempo lo trattiene, perché lui ci sguazza dentro. E questa dimensione la affronta con un cinismo traballante, che scivola quando s’innamora.

Perché Bojack è un cavallo?

Il secondo era un articolo di psicologia, di cui io capisco poco o niente quindi lo prenderò come spunto e mi concentrerò sulla domanda che, dopo quella dell’uovo e della gallina, attanaglia l’umanità: perché Bojack è un cavallo?

L’articolo verteva su dinamiche più profonde e io la faccio spicciola perché per parlare di certe robe bisogna avere delle competenze e io non le possiedo. Io però credo che sia importante, ed è una chicca carina sia per chi ha già visto la serie che per chi non l’ha ancora fatto – ed è sempre in tempo a rimediare.

Bojack-horseman

Il cavallo è una preda, è diffidente e per instaurare un rapporto con lui bisogna avere pazienza. Dall’altra parte, pur essendo considerato un animale erbivoro, il cavallo ha un apparato digerente molto più simile a quello dei carnivori rispetto ad altri erbivori, ed è per questo considerato un animale ex carnivoro. È un animale in qualche modo binario, che alternativamente è sia preda che predatore. Quale modo migliore di raccontare la contraddizione dell’essere umano?

Vi lascio con una cit., presa a casaccio, “Così de botto senza senso”, per regalarvi un pezzettino di questa serie che ci mancherà tantissimo.

E un giorno ti guarderai attorno e ti renderai conto che tutti ti amano, ma che non piaci a nessuno. E questa è la sensazione di solitudine peggiore.

Collaboratrice
Rebecca nasce sul mare e passa tutta la vita a volerci tornare. Quando non è ad asciugarsi i capelli studia lingue morte e si perde nelle gallerie d'arte, dimenticando dove ha parcheggiato la macchina. A Bologna andava ai concerti e mangiava tortellini, a Torino si sta ambientando col San Simone. Crede nel mare la mattina presto e nei ritratti di Modigliani.

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