Locke and key: aprire per credere

Loke and key perché è la storia della famiglia Locke che vive a Keyhouse. E ruota tutto attorno a serrature e chiavi magiche. Ok. Fantasioso. Superato questo scoglio possiamo parlarne.

La serie tv è l’adattamento di un fumetto scritto da Joe Hill – figlio di Stephen King, fra l’altro. La storia raccontata è quella dei fratelli Locke, Tyler, Kinsey e Bode. A seguito della morte del padre, assassinato per motivi poco chiari da un suo studente, si trasferiscono insieme alla madre a Keyhouse, la casa di proprietà della famiglia dove il padre aveva vissuto da ragazzo. I tre faticano a integrarsi. Bode, il più piccolo dei fratelli, mentre esplora la casa e i dintorni, scopre un pozzo; parlando a questo pozzo, scopre una voce femminile che gli risponde dicendo di essere la sua eco. È questa voce a rivelargli che, disseminate per Keyhouse, ci sono delle chiavi dai poteri magici. Bode inizia a trovarle, una ad una, grazie ai sussurri che queste emettono. Da qui si snodano vicende e intrecci che vanno a coinvolgere i fratelli maggiori, gli amici, ma anche persone del passato e adulti che, inizialmente, sembravano tagliati fuori dalla magia delle chiavi.

locke and key
Copertina del secondo volume del fumetto di Locke and Key.

L’idea alla base è geniale, a mio parere. L’intreccio delle vicende è ben articolato, le domande restano in sospeso la quantità di tempo perfetta prima di trovare una risposta. E, soprattutto, i poteri attribuiti alle chiavi sono tutt’altro che banali e il modo in cui i personaggi ne fanno uso è sorprendente. A partire da Bode che con la Anywhere Key – una chiave che ti può portare ovunque nel mondo – va a prendersi un gelato in un locale della cittadina. Proprio un gelato. Ironico, soprattutto perché io faccio la gelataia.

Se io dovessi scegliere quale delle chiavi mi piacerebbe avere – e ci ho pensato più di quanto sia razionalmente sensato fare – direi la Head Key. È una chiave che ti permette di entrare fisicamente nella tua mente, guardare i ricordi, inserirci o sottrarci cose. Uno: vorrei proprio vedere qual è l’aspetto della mia testa da dentro – nella serie ci sono immagini bellissime in merito. Due: potrei buttarci dentro nozioni su qualsiasi cosa. Tre: la pianterei di non ricordarmi le cose. Ma forse l’utilizzo più brillante di questa chiave lo fa Kinsey (non spoilero niente, per ora).

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I personaggi si dividono in due categorie: gli adulti e i ragazzi. C’è da dire che di nessuno in particolare mi sono innamorata; ci sono momenti in cui li prenderesti a randellate nelle gengive e momenti in cui fai il tifo per loro, forse è questo a rendere i personaggi realistici. Tyler, Kinsey e Bode, sulle prime, sono un po’ banali, sia in sé e per sé, sia nei rapporti con gli altri. Ma con il susseguirsi degli episodi vengono definiti meglio e assumono sfumature che li rendono più tridimensionali. Sempre piatto è invece il personaggio della madre dei Locke, Nina. È una donna debole, che non riesce a prendere in mano la situazione e che si fa trascinare dagli eventi, dei quali resta peraltro ignara. C’è da dire che nessuno degli adulti ha un carattere particolarmente forte – per usare un tecnicismo, sono tutti un po’ scemi. Tranne Dodge, la cattiva, a cui va una nota di merito per le espressioni facciali. Molto malvagie.

Tipo l’episodio in rima di Leone il cane fifone: “E adagio adagio diventai malvagio” 😈

Locke and Key è una serie che ha bisogno di tempo per ingranare. Alla fine del primo episodio ero perplessa. Mi sembrava tutto terribilmente un cliché. Sono però andata avanti, perché ormai ero curiosa. Con il passare degli episodi la storia ti ingaggia e perde in banalità. L’unica pecca è che ci sono, qua e là, alcune cose un po’ scontate o un po’ stereotipate, forse anche per via del genere. Ad esempio il rapporto tra i tre fratelli, e soprattutto il modo in cui Kinsey e Tyler trattano Bode, non ha nulla di innovativo. Ma anche alcune decisioni dei personaggi e scelte di trama che sono piuttosto prevedibili. Però ci sono talmente tanti dettagli particolari che questi cliché passano in secondo piano e non disturbano più di tanto.

In definitiva una serie tv che, a mio parere, vale la pena guardare anche se non si è appassionati di fumetti o di fantastico. La cifra stilistica richiama quella del comic book, ma non in maniera troppo marcata. La trama è complessa con alcune svolte interessanti e altre banali, ma a reggere sono l’originale alita dell’idea alla base e la forza dei dettagli.

Ora aggiungo un paio di cose in merito, ma prima spoiler alert.

Ecco la parte degli spoiler brutali. Come dicevo prima, la chiave che mi piacerebbe provare è la Head Key e nella serie a farne l’uso più interessante è Kinsey, che decide di usarla per togliere la paura della sua testa. Lei entra nella sua mente e uccide – o almeno pensa di farlo – la sua paura, che ha le sembianze di Kinsey stessa con fattezze mostruose. Poi la infila in un sacco e la porta fuori dalla sua testa per seppellirla nel bosco. Da quel momento Kinsey cambia a livello caratteriale, anche se il mostro riapparirà nel corso degli episodi. È interessante immaginare i risvolti psicologici dell’assenza di paura.

Per quanto riguarda il finale, c’è da dire che non è totalmente inaspettato. Il modo in cui Kinsey, Tyler e i loro amici tramortiscono Dodge e la buttano nel portale è troppo semplice, fila tutto troppo liscio, qualcosa deve andare storto, per forza. Infatti qualcosa va storto. Buttano nel portale la persona sbagliata – la povera ma manco troppo Ellie –, e un demone riesce a uscire e a impossessarsi del corpo di Eden. Devo dire che mi aspettavo qualcosa del genere, ma non immaginavo questa combo. I fratelli Locke alla fine dell’ultimo episodio non sono minimamente consapevoli di quanto è accaduto, pensano di aver rispedito nel portale il demone e di esserne usciti tutti salvi. Illusi! Come finale non è eclatante ma riesce a tenerti con il fiato sospeso. E poi lascia una porta [ lol no?] aperta. A quanto pare, avremo una seconda stagione (non è notizia certa è solo un mio sospetto).


locke and key

Titolo: Locke and key

Piattaforma: Netflix

Autore: Carlton Cuse

Genere: Fantasy

Anno: 2020

Cast: Darby Stanchfield, Connor Jessup, Emilia Jones, Jackson Robert Scott, Laysla De Oliveira.

Dico di essere genovese anche se non sono nata a Genova ma in un paese del ponente ligure. I miei amici mi tirano i ramini. Vorrei scrivere, ma intanto faccio gelati. Mi piacciono le storie in ogni loro forma, i bicchieri di vino in compagnia e le viuzze fuori dal tempo. Sono pessima a relazionarmi con le persone, non a caso ho studiato comunicazioni.

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