Hunters e i fenicotteri rosa sangue

Ovvero quella volta in cui Ted Mosby si fece crescere i baffi

Uno dei personaggi sostiene che i fenicotteri in realtà sono bianchi e che a renderli rosa è il sangue degli altri animali che uccidono. I personaggi di questa serie sono fenicotteri rosa sangue. In Hunters i colori e immagini, lo si capisce già dalla sigla e dalla prima scena, hanno una certa importanza.

Siamo in America dopo la fine della seconda guerra mondiale. Jonah è un ragazzo ebreo la cui nonna, reduce di Auschwitz, viene uccisa durante la notte. Jonah assiste all’omicidio ma non riesce a intervenire e, quando si rende conto che la polizia non si sta muovendo per scoprire il movente e l’assassino, cerca di farlo lui stesso. Finisce in carcere e a tirarlo fuori è Meyer, amico della nonna che lo accoglie in casa sua. Gli svela che in America vivono numerosi nazisti, che dopo la guerra sono fuggiti e hanno assunto nuove identità. Meyer ha riunito un gruppo, gli Hunters, che sta dando la caccia a questi nazisti e li sta uccidendo. Ruth, la nonna di Jonah, era parte del gruppo. Anche il ragazzo, nonostante le remore di alcuni membri e qualche momento di dubbio suo personale, entra a far parte degli Hunters.

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A lasciarmi subito dubbiosa è stato il tono della serie. Il primo episodio – che dura un’ora e venti – è molto serio. Il secondo si apre con un siparietto ironico-trash per presentare i membri degli Hunters. E si va avanti così. Un tono di base drammatico, da film d’azione, con siparietti trash. Non viene fatta una scelta stilistica netta – e i siparietti non se possono vedè. Ci sono dettagli che risultano poco credibili e altri momenti – come i flashback inerenti ad Auschwitz – messi delicatamente a fuoco.

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I personaggi sono ben delineati. Abbiamo Meyer, il capo della banda, uomo di polso. Jonah, intelligente, che cerca di diventare un assassino, ma risulta troppo buono. Una suora che dice davvero molte volte motherfucker. Un soldato esperto nell’arte dell’omicidio. Una donna di colore che si tira indietro dalla caccia per preservare la figlia piccola. Ted Mosby – che ovviamente non è Ted Mosby ma Lonny – un attore con poca fiducia in se stesso che ha come arma l’ironia. E una coppia, Murray e Mindy, che sono un po’ i nonni di tutti. E poi, che collabora con gli Hunters, Millie, un detective determinato a seguire la giustizia – qualsiasi essa sia. Lonny è irritante, fuori tono, inserito per alleggerire l’atmosfera ma che risulta caricaturale. Murray e Mindy sono invece due personaggi bellissimi con una storia forte e un rapporto fra loro commovente.

Rabbino, quando alla fine lei riuscirà a infastidirmi fino alla morte, voglio la cerimonia in sinagoga. Voglio la cerimonia ebraica. Non perché credo in Lui, ma perché credo in lei.

-Murray (parlando di Mindy)

Sotto alla trama d’azione, che ci trascina episodio dopo episodio per scoprire chi sono i nazisti, cosa complottano, se gli Hunters riusciranno a fermarli, c’è il tema del bene e del male. I cacciatori sono i buoni, i nazisti i cattivi. E per tutta la durata della serie mi sono chiesta per quale motivo i nazisti fossero presentati – almeno fino all’ultimo episodio – come monoliticamente crudeli. Storicamente, certo, lo sono stati, ma non viene inserito nemmeno un personaggio con un grammo di umanità, con un dubbio, con un rimorso. Perpetuano nel male che infliggono agli altri senza coscienza. Per contro gli Hunters sono i buoni che compiono azioni malvagie per vendetta, per dolore, per rivendicazione, per rabbia. Ma vacillano, dubitano, fanno un passo avanti e uno indietro. I nazisti inseguono ciecamente la loro idea, i cacciatori si interrogano su fino a che punto la loro vendetta sia lecita, rispondendosi poi che lo è.

(Ho ucciso) Undici uomini. In quel momento ho fatto una scelta. Di proteggere la donna che amo. E in quel momento sono diventato una creatura diversa. Il Lupo aveva vinto. E non ho mai più visto il sole sorgere.

-Meyer (parlando di Ruth)
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Spoiler

Il finale è inaspettato. Jonah è convinto di aver trovato il Lupo, il medico nazista che aveva rovinato la vita di Meyer e di Ruth. In realtà il Lupo è Meyer. Il medico ha ucciso Meyer alla fine della guerra, con operazioni chirurgiche ne ha assunto le sembianze e ha rubato quella che avrebbe potuto essere la sua vita in America. Non ha mai creduto nei principi nazisti, era un medico che seguiva degli ordini – dice – ed è stato il potere conferitogli a spingerlo sulla strada che ha percorso. Per la prima volta, qui, c’è una scintilla di umanità in un personaggio nazista. Ha dato inizio lui stesso alla Caccia, ispirato da Ruth della quale era innamorato già ai tempi di Auschwitz, perché questo gli dava la possibilità di fare finalmente qualcosa di giusto. Sa che non potrà mai redimersi, sa di non meritarlo, la Caccia è la sua punizione perché gli dà uno scopo. Jonah, per la prima volta, non senza sensi di colpa, preme il grilletto.

Si lasciano comunque aperte le porte per una seconda stagione, con i cacciatori rimasti, comandati da Jonah, che vogliono partire per l’Europa, e Hitler, ancora vivo, che con il Colonnello istruisce un nuovo gruppo di giovani nazisti. Discutibile.

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Titolo: Hunters

Anno: 2020

Piattaforma: Prime Video

Genere: Azione

Autore: David Weil

Cast: Logan Lerman, Al Pacino, Jerrika Hinton, Lena Olin.

Dico di essere genovese anche se non sono nata a Genova ma in un paese del ponente ligure. I miei amici mi tirano i ramini. Vorrei scrivere, ma intanto faccio gelati. Mi piacciono le storie in ogni loro forma, i bicchieri di vino in compagnia e le viuzze fuori dal tempo. Sono pessima a relazionarmi con le persone, non a caso ho studiato comunicazioni.

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