Le mura sottili di Gerico

Una coperta appesa in mezzo alla stanza che separa due letti, come delle mura di tessuto. E un uomo e una donna che condividono l’intimità di una camera, anche se non sono marito e moglie, anche se si sono visti per la prima volta in quella stessa giornata. La scomodità di una notte fuori, il conoscersi condividendo un pezzo di strada da fare.

Accadde una notte di Frank Capra esce nelle sale cinematografiche nel 1934 ed è un successo: ha vinto i cinque Oscar più importanti, miglior film, regia, sceneggiatura, attore protagonista e attrice protagonista. È arrivato fino a noi e quando lo guardiamo capiamo perché è intramontabile.

accadde una notte

Ellie, Claudette Colbert, è una giovane ereditiera che vuole sposare a tutti i costi un aviatore, ma suo padre non è d’accordo: lo reputa un arrivista sociale. Lei prova a convincerlo, ma non riesce e quindi scappa, vuole raggiungere il suo amante. Pietro, Clark Gable, è un giornalista inaffidabile e scostante che si trova senza lavoro. Nel pullman che va verso New York i due protagonisti si incontrano e Pietro decide che Ellie sarà il suo scoop: potrà di nuovo tornare a lavorare al suo giornale. Passano tre notti insieme tra pullman, pensioni, stalle e si accorgono che vorrebbero passarne di più e non arrivare mai alla Grande Mela.

Questo film mi ha fatto riflettere su tutto quello che ci può succedere quando decidiamo di fare un viaggio. Sarò più precisa: ci sono le scomodità, il sudore, dormire su un sedile con persone sconosciute vicino a te o in posti che non conosci, arrangiarti per il bagno, per il cibo, con i soldi. Poi conoscere qualcuno e affezionarsi, perché con quella persona si vivono dei momenti davvero intimi: corpi costretti, mal di piedi, c’è l’umanità più sincera perché non si è nella propria quotidianità. In poche parole: condividiamo con quella persona il fastidio, una condizione che ci avvicina e che ci rende uguali. Ecco una ragione per la quale i nostri protagonisti si innamorano e riescono a conoscersi in soli tre giorni, ecco perché questo film ci piace: viviamo ogni momento assieme a Ellie e Pietro, sentiamo i loro disagi, facciamo con loro delle scoperte.

accadde una notte

Ma questo film è qualcosa di più perché ci fa tanto divertire. Rido davvero ogni volta che lo guardo: i due protagonisti si punzecchiano con battute e scherzi, sono brillanti e sciolti,  Pietro prende in giro Ellie perché non è abituata alle scomodità, Ellie ha un carattere sveglio e vivace. Ci insegnano anche come fare bene le piccole cose, tipo il modo preciso di inzuppare i biscotti, di togliersi i vestiti e anche di fare autostop (a quanto pare devi avere delle belle gambe). E pensare che era solo il 1934.

accadde una notte

E ritorniamo alle mura di Gerico, l’immagine che mi viene in mente se penso a questo film. Ci ho trovato poesia e semplicità: due corpi che dormono insieme divisi solo da un tessuto sottile per preservare la propria intimità, ma non fanno altro che alimentare un desiderio e una tensione che si fanno più forti, soprattutto nell’ultima notte. E alla fine le mura leggere di Gerico cederanno davvero al suon di una tromba.

Caporedattrice
Sono Bianca, ho venticinque anni e sto cercando la mia voce. Forse l'ho trovata, proprio qui, scrivendo un po' per questo blog, un po' per conto mio. In ogni caso mi trovate in giro per Torino a scoprire come è fatta, che forma ha, se mi somiglia, oppure in Sardegna perché la mia voce ha qualcosa a che vedere col suono ininterrotto delle onde, col profumo del sughero appena tagliato.

YOU MAY ALSO LIKE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *