Mica così matto questo Cocciamatte di Bonfiglio Liborio

L’eroe pieno di macchie che qualche volta ha paura

Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,
e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa

Fabrizio De Andrè, Un Matto
Non al denaro non all’amore né al cielo

Se nasci con un segno nero, c’è poco da fare.
Già il fatto che hai un padre da qualche parte nel mondo che si porta appresso gli occhi uguali ai tuoi, e tu non li hai conosciuti mai, ti sembra un segno nero così nero che ti può bastare per tutta la vita. E no invece. Pure se sei il più bravo a scuola, che il maestro ti vuole bene, ti regala il libro Cuore e te lo porti dietro come una reliquia, non è detto che puoi vedere un poco di luce nel mondo, perché poi rimani solo per sempre e ti senti come una lucciola che non sa dove deve andare. La vita sempre carogna è, e i segni neri sempre in agguato, infatti devi fare i conti con la guerra, il segno più nero di tutti, e anche se la vedi passare e la tua festa preferita diventa quella del 25 d’aprile, che impari a memoria la canzone che saluta la bella, mica ti puoi sentire salvo, anzi. Pure l’amore della tua vita, di prima, di adesso e di sempre, non ti dà neanche un bacio prima di partire e poi ti perdi nelle città del nordo.

The Walking Man [2011, Shanna Bruschi]

Diventi fiommista, comunista e, guarda un po’, ti muore Togliatti Palmiro. Per una volta che cerchi la giustizia umana finisci prima in galera e poi in manicomio e non ci crede nessuno che nella vita tua, al massimo massimo, hai fatto cinque cattiverie. Certo, il dottore ti dice che alla fine non sei così cocciamatte come sembri e te lo meriteresti un bel il camice bianco per dimostrazione d’affetto, ma non te lo regala comunque. Torni al paese di nascita, veramente un cazzone di paese, che nel frattempo è tutto cambiato, e l’unica che ti può ascoltare si chiama Sordicchia, di nome e di fatto. La lingua comincia ad inciampare e sei costretto a camminare muro muro, con i sassi nelle tasche perché tutto un vento forte è la vita.

Alla fine è meglio che con i tuoi segni neri ci fai la pace, carnevale fuori e quaresima dentro. Così, per fare aspettare la morte:

Mi è venuto alla mente e pure al cuore questo sghiribizzo intricante di raccontare tutto quello che mi è successo da quando sono nato a mò che c’ho più di ottantanni.

Bonfiglio Liborio, Cocciamatte dal 1926 fino al 2010, l’anno in cui sente di doversi preparare alla morte, seduto su una sedia sgangherata, inizia a scrivere. E scrive, scrive, scrive con le parole che pensa una cocciamatte come lui e alla fine leggi, leggi, ma ad un certo punto ti rendi conto di ascoltarle queste pagine e la voce è la sua, quella di Bonfiglio Liborio in persona. Remo Rapino, al suo esordio letterario, lo lascia parlare perché «i romanzi non si fanno con i documenti, i romanzi si fanno con le voci. A saperle ascoltare.»

bonfiglio liborio
Remo Rapino, candidato al Premio Strega 2020

Impari ad ascoltare Liborio a poco a poco, ti abitui al suo dialetto abruzzese, ai suoi modi di dire, alla sua libertà, che per noi, orgogliosi di essere normali, è tanta, troppa. Ma lui lo sa e lo dice chiaramente che siamo cocciamatte tutti quanti, e alla fine del libro mi è venuto da dire: per fortuna Libò, per fortuna.

Ecco il miracolo: una vita che lascia la morte ad aspettare finché dura il tempo lento della scrittura. E i suoi occhi tenaci su un secolo che passa veloce, con le guerre che sono tutte sceme uguali e la gente piena di parole mentre lui, muto e mufo, spera almeno di cambiarsi il sangue con qualche prostituta, in città troppo grandi per un Liborio qualunque.
L’ultimo dei matti, l’eroe senza armatura e senza scuola, ci racconta se stesso, ogni uomo e pure il Novecento tutto intero, ché tanto:

Ogni storia di uomo, matto o normale, è una mescolatura delle stesse cose, na cascanna di lacrime, qualche sorrisetto, na cinquina di gioie di straforo, e un dolore grosso come quando al cinema si spengono le luci.

Grazie Libò; se un giorno vedo una nuvola per strada, per me sei proprio tu.


bonfiglio liborio

Titolo: Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio

Autore: Remo Rapino

Anno di pubblicazione: 2019

Editore: Minimum Fax

Collana: Nichel

Redattrice
Invento storie, scrivo con la bic verde, friggo quello che posso. Sono felice al mare, in cartoleria e al ristorante. Mi piacciono i divani, le to do list e l'odore della carta. Ho tre librerie, due lauree e un romanzo nel cassetto. Somiglio al caffè, al biglietto aereo Palermo-Torino, alle colazioni salate al mattino. C'è dell'altro? Certo che sì!

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