Space Force o l’aerodinamica di un fallimento

Per dirla con le parole di Michael Scott: Nope. Don’t like that. E se fosse per me questa sarebbe la fine della recensione di Space Force, ma dalla regia mi ricordano che devo argomentare e quindi cerchiamo di capire cosa non funziona in questo nuovo disastro pseudo-comedy.

Il problema più ingombrante è che non fa ridere. Non c’è assolutamente nessuna battuta nella sceneggiatura dell’intera prima stagione che meriti una risata – nonostante un fantastico John Malkovich sia riuscito a strapparmi un sorriso qua e uno là con la sua brillante trasposizione di qualche line pensata male e scritta peggio – e capite bene che per una cosiddetta “serie comedy” questo sia un difetto di proporzioni bibliche.

L’altro problema enorme è che gli autori approcciano la satira nel modo più basso possibile, al punto da svestire la serie di qualsivoglia pretesa di critica socio-politica. Se il nome Space Force – che è anche quello dell’unità istituita da Trump di cui dovrebbe prendersi gioco – non fosse abbastanza didascalico per voi, durante il primo episodio possiamo godere di uno degli scambi peggiori nella storia delle serie Netflix:

“How much was that prototype?”
“Four”.
“Million?”
“Middle schools. Cost as much as four new middle schools”.

Sono abbastanza sicuro che lo sceneggiatore dietro questo botta-e-risposta nella sua mente pensasse esattamente questo: “Ehi tu, davanti allo schermo, hai capito? Il tuo governo preferisce stanziare fondi per un prototipo fallimentare piuttosto che per quattro nuove scuole medie, capito? Non ti fa pensare? Hai visto come siamo bravi a fare satira? Ho una laurea in scienze-politiche, sai, m’intendo di queste cose”.

Vorrei che i problemi della serie fossero solamente questi, ma prima o poi dovevamo arrivare a parlare dei personaggi. Ed ecco il paragone che tutti aspettavate: The Office vs Space Force.

space force

Il motivo per cui The Office è, ancora oggi, una serie così amata sta nella scrittura dei personaggi, e il segreto è la loro umanità. Sono personaggi pieni di sfaccettature dell’umano che vi portano ad affezionarvi a loro, a cercare un Kevin Malone nel vostro giro di amici, a capire chi fra di voi sia più Dwight e chi più Michael. I personaggi di Space Force, d’altra parte, sono piatti, caricaturali e perfino offensivi. Non c’è niente del Generale Naird che non faccia parte di un trope narrativo vecchio di almeno un decennio.

Infine, le interpretazioni di nessuno degli attori sono memorabili (con una particolare nota di sdegno per Lisa Kudrow, che non sembra essere consapevole di star girando una nuova serie e non il reboot di Friends), compreso Steve Carell – che ci ha abituati a un altro livello e che a tratti risulta troppo Michael Scott-esco – ed eccezion fatta per John Malkovich, alias l’unica ragione per cui non mi sono bucato gli occhi con degli aghi bollenti.     

Insomma, Space Force ha tutte le carte in regola per essere la peggior serie comedy di questo nuovo decennio, ma, come si suol dire, non c’è limite al peggio. Possiamo solo sperare che non venga rinnovata per una seconda stagione e che, in caso contrario, sia soggetta a radicali cambiamenti.



Space Force
ideato da Greg Daniels e Steve Carell

Anno: 2020

Genere: Comedy

Stagioni: 1

Episodi: 10

Piattaforma: Netflix

Cast: Steve Carell, John Malkovich, Ben Schwartz, Diana Silvers, Tawny Newsome, Jimmy O. Yang, Lisa Kudrow

Collaboratore
Ho 24 anni, una mini conifera che si chiama Mario e se fossi un pokémon sarei Alakazam. Leggo libri, guardo film, faccio binge-watch di serie tv e ascolto tanta, tanta, tanta musica (il mio 2019 Spotify Wrapped recitava "92.541 minuti ascoltati", perché socializzare è overrated). Nel tempo libero mi arriccio i baffi.

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