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SKAM Italia 4: la chiusura del cerchio

SKAM Italia è un piccolo miracolo.
No, non sto esagerando. È un miracolo perché un anno fa questa serie era stata ingiustamente cancellata, per poi essere salvata da Netflix. Così è rinata e ci ha regalato una quarta stagione che chiude il cerchio, superando probabilmente anche le altre. Contribuiscono al suo successo la fotografia spettacolare, la bravura del regista e sceneggiatore Ludovico Bessegato e la cura per ogni particolare, come le colonne sonore perfette e l’interpretazione degli attori sempre credibile.

Seguendo lo schema della serie originale norvegese, ogni stagione del remake italiano si concentra su un uno specifico personaggio e racconta la sua storia. Ora è il turno di Sana, una diciottenne italiana nata da genitori di origine tunisina e di religione musulmana, interpretata da una bravissima Beatrice Bruschi.

Te l’ho mai detto che ti amo?

Per fortuna no.

Da subito ritroviamo la solita Sana, che risponde sfrontata alla dichiarazione d’amore dell’amico ubriaco Elia. Il pubblico di SKAM Italia la conosce bene, è abituato all’ironia e alla saggezza che la contraddistingue. Adesso, però, tocca a lei essere la protagonista, per questo la vediamo come sotto una lente di ingrandimento e scopriamo le sue emozioni e fragilità. Sana non è più solo tosta e suscettibile, ma si rivela, finalmente, anche dolce e insicura.

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Sana (Beatrice Bruschi)

Fin dalle prime scene appare molto evidente il senso di esclusione che vive Sana, non potendo bere a causa della sua religione, come invece fanno gli amici. Ma è proprio questo il problema. Io guardo quel gruppo di ragazzi passarsi una bottiglia di spumante per brindare ai cento giorni che mancano alla maturità, e noto lo sguardo di Sana. Automaticamente credo che sia a disagio, penso sia costretta a delle rinunce per colpa della famiglia musulmana. Invece, proprio Sana nel corso della serie ci fa capire che ci sbagliamo. Che portare il velo, ritagliarsi uno spazio improvvisato per pregare anche durante una festa, indossare il burqini in spiaggia, sono solo sue libere scelte.

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Perché nonostante tutto Sana è una ragazza moderna, che indossa veli colorati cambiandoli più volte come si fa con un vestito, che si trucca, parla e ascolta musica alternativa come le sue amiche, che risponde alla madre che non importa se non sa cucinare, in fondo potrà farlo suo marito. Eppure, questa sua “normalità occidentale” è sempre bilanciata con la fede che la accompagna. È per questo che Sana vive in bilico, tra giusto e sbagliato, tra le compagne del liceo e le amiche di fede musulmana, tra ciò che prova e ciò che non può permettersi di provare.

Io non sarò mai come voi. Forse non sarò mai abbastanza araba o musulmana, forse non sarò mai abbastanza niente. Sarò sempre un piccolo incrocio venuto male pieno di rabbia verso gli altri.

La quarta stagione (spoiler alert) inizia con Eva, Silvia e Federica che stanno organizzando un viaggio in Grecia da fare dopo la maturità. Sana vuole partire con loro, ma sa bene che l’idea di divertimento delle sue amiche è ben lontana dalla sua. S’innamora, inoltre, di Malik, un amico del fratello Rami, e per la prima volta si concede il lusso di provare un interesse per qualcuno. Ben presto, però, fa marcia indietro. Perché le sembra che anche la sua amica Eva provi qualcosa per lui e la considera molto più bella di lei. Ma soprattutto perché scopre che il ragazzo ha abbandonato la religione musulmana e quindi non potrà mai sposarlo. Decide di allontanarsi da Malik, dal fratello, che più di tutti potrebbe aiutarla, e dalle amiche da cui non si sente capita. Il loro rapporto moderno, fatto di social e messaggi, ha, però, anche una nota romantica e nostalgica, perché, come avveniva nei romanzi dell’Ottocento, nel corso delle puntate non c’è mai un bacio o un avvicinamento fisico. Eppure, il corteggiamento è serrato e i sentimenti sono affidati a sguardi intensi.

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Malik (Mehdi Meskar) e Sana (Beatrice Bruschi)

Sana riuscirà a superare questo momento difficile grazie soprattutto all’amico Martino (Federico Cesari), che nella seconda stagione aveva affrontato il suo percorso di coming out con delicatezza e profondità, conquistando il pubblico. È lui a farle capire che se si sente esclusa è perché non si è mai veramente aperta con le sue amiche, che in fondo non c’è molta differenza tra un ragazzo gay e una ragazza musulmana in Italia; entrambi possono essere vittime di pregiudizi e l’unica soluzione è il dialogo.

Se noi vogliamo fargli capire le nostre differenze dobbiamo dargli delle risposte intelligenti alle loro domande stupide. Perché poi altrimenti sennò continuano a darsi delle risposte stupide alle loro domande da soli e così non ci capiremo mai.

Il loro confronto è l’apice di questa stagione, è la svolta che porta Sana ad accettare la sua diversità, a non sentire più il peso delle differenze con il resto del mondo e a trovare finalmente la pace e la stabilità, che precedentemente riusciva a vivere solo quando pregava. SKAM Italia affronta tematiche complicate senza retorica o banalità. Ci mostra la realtà, senza filtri o paternalismi. È un teen drama e ha i suoi difetti, ma non risulta mai pesante o scontata per chi ormai quell’età l’ha già superata. È coinvolgente, commovente a tratti, e molto divertente. Io mi sono affezionata ai personaggi, mi sono immedesimata in tutti, anche in Sana, perché un po’ mi ci rivedo nello stereotipo dell’amica saggia, che alterna buoni consigli a risposte sarcastiche. Tutto sommato non siamo poi così diverse. Ad esempio, entrambe usciamo con gli amici. Certo lei con il velo e io con un bicchiere di vino, ma in fondo a chi importa?

La quarta stagione è stata quella finale per la serie originale norvegese. Non si può comunque ancora escludere SKAM Italia 5, anche se l’ultimo episodio è intriso di nostalgia. Viene dato un piccolo spazio a tutti i personaggi principali, quelli non (ancora) protagonisti come Silvia, Luca, Federica e Elia, ma anche a chi è stato al centro delle stagioni precedenti: Eleonora e Edoardo, Martino e Niccolò, Eva e Giovanni. È proprio da questi ultimi due che è partito tutto, grazie a loro il gruppo si è conosciuto e unito e alla fine arriva anche il loro momento. Sono cresciuti, maturati e finalmente pronti a ritrovarsi, proprio lì dove la loro storia era finita. La prima stagione iniziava con un compito in classe di Giovanni, che parlando di sé e dei suoi coetanei, diceva “siamo convinti di saltare verso il cielo e non ci accorgiamo che in mezzo c’è il soffitto”. La quarta stagione si conclude dopo tre anni, nuove amicizie e la tanto temuta maturità, con una lettera di Eva che ha trovato la risposta perfetta:

Se saltiamo tutti insieme magari ‘sto soffitto lo sfondiamo.


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Skam Italia

Genere: Teen drama

Regista: Ludovico Bessegato

Stagioni: 4

Episodi: 42

Cast: Ludovica Martino, Federico Cesari, Benedetta Gargari, Beatrice Bruschi, Ludovico Tersigni, Rocco Fasano, Giancarlo Commare, Mehdi Meskar

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