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FUTURO

Di Stefano Zuliani

William Gibson ha scritto: “Il futuro è già qui, solo non è equamente distribuito”. Nei primi anni Ottanta aveva immaginato il web, i cyborg e la VR. Aveva capito che il problema del futuro non è la forma che avrebbe preso, ma chi ne sarebbero stati i padroni.

Postumana, ipertecnologica, eco-punk, post-capitalista – questa realtà chiama sempre in causa il nome di qualcosa che abbiamo già conosciuto, non fosse che per negarlo. È donna, animale, non bianco, intersezionale. Prende forma dal flusso dei concetti e dal ronzio incessante prodotto dalle sue contraddizioni. Il futuro è già qui: stiamo ancora inventando parole per descriverlo.